Nulla sta cambiando

Perché in Italia non si investe nello sport?
Perché non investiamo nello sport?
Perché diciamo che i bambini devono fare sport e poi non sappiamo in quali strutture e come?
Perché gli impianti sportivi quasi sempre sono sprovvisti di molti comfort basilari?
Potrei fare domande all’infinito, ma nel 2020, in Italia, siamo ancora nella situazione dove fare sport viene visto come un “di più”.
Vivo in questo ambiente da più di 25 anni, e fin da piccolo mi son sempre allenato in strutture, a dir poco, “secondarie”.
Polvere, pavimenti scollati, solo se eri fortunato l’intero quadro luce funzionava, poi docce e sanitari rivedibili.
Ora, nell’era del “tutto e subito”, di subito in queste strutture non c’è assolutamente nulla, e la cosa preoccupante è che nessuno fa niente per migliorarle.
Ho la fortuna di avere amici e conoscenti che hanno fatto esperienze oltre oceano, negli Stati Uniti, e quando mi raccontano di com’è vissuto lo sport fuori dai nostri confini, sento sempre un misto di gioia e dispiacere.
Lì i ragazzi possono crearsi un futuro stabile con lo sport: un futuro che può dargli un lavoro; un lavoro che spesso gli salva anche la vita.
Le High School, ossia le nostre comunemente chiamate scuole superiori, sono dotate di strutture di primo livello, dove nulla è lasciato al caso e dove esistono borse di studio per meriti sportivi.
Sì, avete capito bene: per meriti sportivi.
Anche le università investono sullo sport, sempre attraverso borse di studio, e come nelle high school le strutture sportive sono perfette per far si che ogni singolo atleta migliori anche a livello individuale.
Ma, cosa più importante, lo sport non fa dimenticare gli impegni scolastici: in questi istituti è richiesto molto impegno e la sufficienza in tutte le materie, per poter accedere alle strutture sportive, partecipare agli allenamenti e ai campionati scolastici.
Lo sport e la vita scolastica , insomma, hanno la stessa importanza. Viaggiano assieme. Non puoi sgarrare.
E no, non puoi nemmeno saltare l’allenamento perché devi studiare. (!!)
Le strutture sportive in molti paesi esteri, sono aperte quasi 365 giorni all’anno. Una cavolata oppure un bell’ incentivo per i ragazzi e ragazze per avvicinarsi all’attività fisica desiderata senza dover attendere giorni, mesi o permessi?
Lo sport fa parte della quotidianità di ogni singola persona, nelle squadre scolastiche o dilettantistiche.
Lo sport è di tutti e per tutti.
Il rovescio della medaglia lo troviamo qui, in Italia.
Le nostre “High school” non offrono strutture e tanto meno materiale sportivo di livello. Molte volte il volenteroso professore di educazione fisica, per poter fare lezione, deve destreggiarsi in mezzo alla precarietà.
Non ci sono borse di studio per nessun merito sportivo, nessuno incentiva la pratica dello sport, se non i genitori o la voglia del singolo
A volte la possibilità di provare ad emergere, è stroncata dall’inadeguatezza del nostro movimento sportivo.
In Italia le scuole riescono a fare qualcosa solo con il fortunoso aiuto delle stesse società sportive, presentando bandi di progetti che il dirigente scolastico deve decidere se avallare.

E le strutture sportive esterne alle scuole?
Chi ha la fortuna di avere una palestra o centro sportivo di proprietà – ben pochi – allora si salva; ma chi la struttura la deve condividere con istituti scolastici e troppe associazioni di diversi sport, è destinato a non crescere.
Cosa si potrebbe fare, quindi, per far si che i nostri giovani siano incentivati a inseguire i loro sogni sportivi?
Cosa si potrebbe fare di preciso per migliorarci non lo so, ma cominciare a investire piccole quantità economiche da parte dei singoli comuni per i propri impianti sportivi nel territorio, potrebbe essere già un successo.
Sistemare e ampliare le poche strutture sportive all’aperto, in modo tale da agevolare anche chi non ha la possibilità di poter accedere alle palestre, per aver uno “sfogo” sano all’aperto? Per poter abituare gli occhi, e poi così la mente, a vedere sport attorno a noi? A vederlo raggiungibile?
Insomma, bisognerebbe provare a cambiare mentalità e approccio. Avere -sopratutto- l’umiltà di parlare, studiare e magari copiare un modello che, A LIVELLO SPORTIVO, è ben più avanti del nostro, e capire come sfruttare il grande potenziale che possediamo sul nostro territorio.
Lo sport, come lo studio, è una “palestra” di vita dove ogni giovane può raccogliere dei mattoni per costruire un bel futuro. Per avere dei valori e creare dei legami, che solo le dinamiche sportive ti fanno vivere in modo così concreto.
Probabilmente non tutti i ragazzi e le ragazze che si avvicinano a uno sport diventeranno dei campioni, ma sicuramente cresceranno con una mentalità forte.
Forse è tempo che tutti cominciamo a capire quanto un miglioramento globale a livello sportivo, comporterebbe un cambio importante anche nella nostra società.






