Un’onda di pace infinita

Avete mai trovato un luogo dove provate un sentimento di pace assoluta?
È una sensazione di benessere interiore che ti tiene a contatto con la natura.
È una forza che non puoi controllare, forse la più potente che esista.
Solo dopo qualche settimana realizzi cos’è stato per te, cosa ha significato.
Sembrerà sciocco ma non ci sono parole per descrivere la sensazione che si prova ad essere soli, con una tavola da surf e la vastità dell’oceano davanti.
Si tratta di qualcosa di unico.
Sono un novello in questo ambiente, un “beginner”, e dirò di più: la profondità del mare mi fa paura, ma mi rendo conto che una volta toccata la sabbia con i piedi è la paura stessa che mi porta, quasi mi trascina, dentro l’acqua.
Non ho girato chissà quali spot per mia sfortuna, ma qualche anno fa, e di nuovo quest’anno, spronato da un caro Amico, mi son catapultato in quel mondo che avevo ammirato solo in televisione.
Sono arrivato a Sagres, un piccolo paesino nell’Argarve, a sud del Portogallo, in cui si vive di pesca e surf.
Un luogo in cui non c’è nulla, ma per chi ne capisce l’essenza c’è tutto.
Per arrivarci, noleggiando una macchina all’aeroporto di Lisbona, ci sono 3 ore e mezza circa di viaggio. La prima volta prendemmo taxi, pullman e ancora taxi: un viaggio della vita.
Dopo qualche chilometro fuori da Lisbona, mi sono imbattuto in un panorama mai visto, un infinito deserto con la terra che sembra secca e arida da sempre.
Tanti chilometri e intorno a me il nulla, solo pochi caseggiati a fare da cornice.
Lungo la strada, di tanto in tanto, comparivano bancarelle di frutta e mercanti di ogni genere ad “accompagnarti” fino a destinazione.
Arrivato a Sagres, una giornata intera la “bruci” per ambientarti.
E’ una sensazione strana quella che provi, quello che da noi realizzi in 10 minuti per la frenesia che ti circonda, li lo realizzi in un’ora se va bene.
CALMA!
In quel paesino ho ritrovato e riscoperto o forse ho TROVATO E SCOPERTO, la calma e la tranquillità di vivere senza ansia, giudizi prematuri e pretese.
Come scrivevo qualche riga sopra, qui c’è poco o nulla, ma non mancano il silenzio e la possibilità di trovarsi a pensare di fronte all’infinito dell’oceano.
Qui ho realizzato cosa vuol dire affrontare la paura del mare con e senza una tavola da surf, e ho capito la fatica di sfidare un’onda e perdersi all’interno del vortice dell’acqua, non sapendo dopo quanti secondi ne uscirai.
Mentre scrivo, penso che sia faticoso fin dal principio. Portare la tavola sotto braccio dal Surf shop, passare dalla spiaggia al mare, e “uscire“ al largo nuotando sopra di essa.
Vi assicuro, fatica vera.
Ho cominciato e ancora oggi, dopo tutti questi anni, amo questa filosofia di vita, la pazienza che uno sport, una disciplina come il surf, ti dona.
Di fronte a te hai la natura nella sua potenza più assoluta, che di offre la possibilità di divertirti all’interno di essa ma sempre rispettandone le regole.
E sono rimasto affascinato da questo spettacolo anche quando sono rimasto a riva ad ammirare la potenza della natura che si manifesta nell’infinità distesa blu.
Sono sensazioni personali che magari qualcuno, anzi sicuramente, non condividerà, o magari vivrà in un altro ambiente o Paese.
Ma quello che vi augurio è di trovare un posto nel mondo dove sperimentare queste sensazioni e dove provare un sentimento di pace assoluta.
Grazie Surf
Grazie Sagres
#GoditiIlViaggio






