5 Maggio 2022

E’ come quando lo sogni da bambino e lo fanno i grandi in televisione.
E’ come quando lo sogni da bambino e lo fanno i grandi in televisione.
Sono partito martedì sera dopo il lavoro: il treno dalla Stazione Centrale di Milano delle ore 18.30, è arrivato a Bologna in perfetto orario alle 19.34.
Ad aspettarmi mio padre, “navigato della Città”, perché uscire dalla linea dell’Alta velocità è una sorta di nascondino formato adulti.
Sono uscito senza perdermi.
Buttato lo zaino nella “nostra” macchina – se non ho uno zaino sulle spalle non mi sento a mio agio, anche se dentro poi c’è solo il portafoglio – ci siamo diretti a passo spedito verso il palazzetto dello sport .
Secondo il navigatore si tratta solo di un chilometro e mezzo.
La serata è calda, quasi fosse primavera inoltrata, e camminare per le vie di Bologna sapendo che andrai a vedere una finale che può decidere un trofeo ti gasa parecchio.
Ho girato diversi palazzetti negli ultimi anni, ma il PalaDozza, nella basket city di Bologna, mi mancava.
La coda fuori era parecchia, ma siamo entrati senza troppi problemi.
Un caffè, uno snack, e abbiamo cercato in tribuna il nostro seggiolino: un po’ in disparte da tutti per seguire bene la partita, e per assistere per la prima volta alla festa scudetto della mia Amica.
Almeno, questa era l’idea di partenza.
Beh, la faccio breve: ultimi 10 secondi, meno 1, palla a Schio rimessa a metà campo. La palla viene ricevuta in post basso, sostanzialmente appena fuori dall’area del tre secondi in linea con il ferro.
1, 2, 3, 4 palleggi mano destra e tiro in lay-up sul secondo ferro.
La palla gira …. gira ….
FUORI.
Non ho giocato io, è vero, non ero in campo. Ma lì c’erano persone a cui voglio bene e che del basket hanno fatto negli anni la loro professione.
Sono uscito dalla partita incredulo, perché era tutto lì, a portata di mano.
Ho pensato all’incazzatura di Giorgia, Amica e persona che ammiro da anni per la sua dedizione in tutto ciò che fa, e so cosa significasse per lei questo trofeo.
Dopo quel martedì ci sarebbe stato UN giovedì sempre alla stessa ora e sempre al PalaDozza per gara 4.
Ma il giorno di ferie non l’avevo ancora preso.
Alla fine, mi sono alzato proprio QUEL giovedì mattina, ancora indeciso, se fare la pazzia di andare questa volta in auto da solo.
La voglia di mettermi al volante quel giorno non era tanta, lo ammetto, sapendo che sarebbero state almeno 6 ore di guida, e che il giorno dopo sarei comunque dovuto rientrare al lavoro.
Ho sentito Ciro, factotum generale della squadra, e persona con cui ho avuto la fortuna di costruire un prezioso rapporto nell’ultimo anno.
“Matti, scendi si vince e ci si fa una foto ricordo”,
E, dopo 30 secondi netti di tentennamento, ho pensato: “Quando mi ricapita un’occasione del genere?”.
Chiesta mezza giornata di ferie, alle 19.30 ero a Bologna.
I posti a sedere questa volta erano praticamente “sul campo”, grazie a Ciro.
La cosa che ancora oggi mi fa sorridere è vedere la faccia di Giorgia quando i nostri sguardi si sono incrociati prima della palla a due. Nei messaggi scambiati nel pomeriggio, nel pre-partita, avevo tenuto nascosto il fatto che sarei tornato a vederle vincere lo scudetto.
Partita bella, pubblico super, con 3.476 persone.
Non c’è stata partita.
Schio Campione d’Italia 2022.
E, lo posso dire, “IO C’ERO”.

Non sto qui a scrivere cosa hanno rappresentato questi due giorni a Bologna, uno con mio padre e uno da solo. A casa porto l’esperienza più genuina possibile: un’esperienza fatta di rispetto, emozione e amicizia.
Ritornando alla frase iniziale, che qualcuno di voi si starà chiedendo cosa significasse, “è come quando lo sogni da bambino …”Beh, quando una persona a cui vuoi veramente bene, dopo l’ultima sirena, corre a salutare i suoi cari e poi si gira verso di te, ti abbraccia, e ti regala la sua maglia, io sarò sentimentale con le amicizie,
Ma quanto emozionante è?
GRAZIE, perché si tratta di uno dei ricordi più belli a livello sportivo della mia vita, che mi rimarrà per sempre nel cuore.
Un gesto semplice, piccolo, che rende un’esperienza davvero UNICA.
La cosa più bella è avere avuto la fortuna di vivere questo momento con Giorgia, Ciro, Kim e infine mio padre. Persone, che in diversi modi, sono sempre presenti nella mia vita e ogni giorno è bello avere vicino.
#EnjoyTheJourney





