Ritorno

Mi è mancato mettere nero su bianco i miei pensieri

Voglio scrivere.

Sono mesi che non scrivo, eppure il desiderio di scrivere è forte, è qui … quando mi impongo una cosa, però, è la volta che non mi esce spontanea.
E’ passato parecchio tempo dall’ultimo articolo, tempo in cui sono cambiate diverse cose dal punto di vista lavorativo e umano, e nel quale diverse esperienze vissute mi hanno arricchito e fatto pensare.

Ho ragionato, valutato, progettato e abbassato la testa.
A volte ho perso, ma nella sconfitta ho sempre trovato quel granello di positività che mi faceva ritrovare la forza di camminare a testa alta.
Non ho voglia di raccontare degli avvenimenti che non sono andati proprio come avrei voluto, anche se il blog è la “descrizione” della mia vita.
I primi mesi di quest’anno sono stati abbastanza abulici: suono della sveglia, viaggio verso l’ufficio, ritorno a casa, e poi palestra, per i miei allenamenti o per assistere i ragazzi in quelli per la pallacanestro.

Certo, non è mancato qualcosa di importante a lasciare il segno come il viaggio alle Canarie, sull’isola di Tenerife.
Vi giuro, non avevo idea di quello che avrei trovato, incontrato o visto.
Ok, siamo in Spagna, non all’altro capo del mondo, ma in quella Spagna vicino al Marocco.
Cinque ore di volo all’andata (con un ora e mezza in più si arriva a New York) con l’aereo quasi in overbooking, senza la possibilità di poter scegliere un posto leggermente più largo per le mie gambe.

Vi avrei fatto parlare con loro due all’arrivo.

Beh, questo viaggio è stato UN SOGNO, organizzato in pochi giorni e vissuto con la mia Amica Gio, persona incredibile con cui ho avuto la fortuna di vivere questa esperienza.
Sarà che la pandemia ha agevolato gli spostamenti sull’isola, in cui c’era veramente poca gente, ma vi garantisco che perdersi nella natura in quei posti vale veramente la pena.
Da 0 metri a più di 2500, dalle fredde acque dell’oceano alle vette del vulcano Teide in pochissimi chilometri.

Tutto è stato veramente stupendo.
Come Serena, amica che vive e lavora da anni li, che ci ha dato ogni singola dritta per vivere l’isola nella sua uniticità.

Non vorrei dilungarmi troppo, ma oltre a questo viaggio l’altra esperienza che è motivo di orgoglio è la posizione di istruttore che occuperò presso una nuova società cestistica, la Pallacanestro Cantù, un pezzo della storia della pallacanestro italiana.
Avrò un ruolo di allenatore di piccoli sognatori e cercherò di trasmettere loro la passione per questo stupendo sport.

Oggi, a fine settembre, non so cosa aspettarmi dai prossimi giorni e mesi. Ho in testa dei piccoli progetti, condivisi con poche persone.
Mi piace ricordare questi mesi con una frase di Stu Larsen tratta dalla canzone San Francisco:
“But I won’t know where I’m going ‘till I get there”.
Solo quando arriverò alla metà, insomma, saprò dove stavo andando. 

Intanto mi godo il viaggio… 

#EnjoyTheJourney